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“Trasformare la mobilità urbana: l’opportunità per eBike ed eCargobike”, l’interessante studio di Bosch eBike System

Bosch eBike System ha commissionato uno studio inerente ai vantaggi dell’uso di e-bike e cargo rispetto l’automobile.

Tre spostamenti quotidiani su quattro, tra spostamenti casa-lavoro o casa-scuola e viaggi occasionali e ricreativi, sono inferiori ai 10 km.

Come purtroppo ben sappiamo, la maggior parte delle persone continua a prediligere l’auto come mezzo di trasporto principale, mentre la bicicletta gode ancora di una considerazione marginale e maggiormente correlata al tempo libero.

La ricerca condotta da Bosch eBike Systems, “Trasformare la mobilità urbana: l’opportunità per eBike ed eCargobike” si basa proprio su questo presupposto e si sofferma sulla bicicletta a pedalata assistita e sul potenziale di trasformazione della mobilità urbana.

La ricerca prende in considerazione tre livelli principali:

  • Livello Microeconomico: riguarda l’impatto che la scelta ha su un privato, su una famiglia o un’impresa in termini di spesa e risparmio;
  • Livello Macroeconomico: riguarda gli effetti sul sistema economico in termini di occupazione, crescita economica PIL derivanti da produzione e uso di eBike ed eCargo;
  • Livello Collettivo Sociale: Misura l’influenza sull’intera società e tipicamente gli effetti ambientali, della congestione, della salute, della sicurezza, del rumore e molti altri.

 

EFFETTI MICROECONOMICI

I costi per i trasporti sono la terza voce di spesa delle famiglie: 240 euro al mese, di cui in media 105 euro in carburanti per veicoli motorizzati. Confrontando i costi fissi, di manutenzione e di utilizzo di un’utilitaria con un’eBike da città di alta gamma, lo studio stima spese da 800 a 1.500 euro all’anno per un’auto contro i 110-300 euro per una bici elettrica. I costi d’acquisto, inoltre, sono 15.000 euro in media per un’utilitaria a differenza dei 5.000 per un’eBike di alta gamma.

Secondo Bosch e Decisio, se una delle due auto fosse sostituita con una eBike o una eCargo, una famiglia potrebbe risparmiare circa 1.200 euro l’anno per la sola gestione e l’utilizzo e più di 100.000 euro in un periodo di 60 anni. La bici a pedalata assistita, dunque, potrebbe sostituire un’utilitaria nelle mansioni urbane come portare i bambini a scuola, andare al lavoro o fare la spesa.

 

EFFETTI MACROECONOMICI

La produzione di eBike è aumentata di sei volte rispetto a solo 10 anni fa. Se nel 2011 erano appena il 4% di tutte le biciclette, nel 2021 il dato era arrivato al 23%. Se la crescita dovesse proseguire di questo passo, entro il 2030 si produrranno e si venderanno nel mondo più biciclette elettriche che muscolari. A oggi, inoltre, il 50% del valore economico di un’eBike venduta in Europa è prodotto al suo interno. Un trend apparentemente destinato a proseguire nel corso degli anni, soprattutto se le aziende dovessero continuare a decidere per il reshoring, fenomeno iniziato con la pandemia da Covid-19.

Riprendendo i dati dell’International Energy Agency e di Smart Growth America, inoltre si nota come gli interventi per realizzare percorsi ciclabili, bike lane e pedonalizzazioni generino più posti di lavoro a parità di euro speso rispetto a qualsiasi altro investimento nel settore dei trasporti. In aggiunta, gli investimenti in ciclabilità e camminabilità sono relativamente “veloci”, perché vengono realizzati in pochi anni dal loro finanziamento. Di conseguenza, questi progetti iniettano capitale nell‘economia molto rapidamente.

 

EFFETTI AMBIENTALI E SOCIALI

Considerando l’intero ciclo di vita dei veicoli che vediamo in strada tutti i giorni, la bici elettrica produce 25 g/CO2eq per km (la CO2 equivalente è un’unità di misura che esprime in modo uniforme l’impatto dei diversi gas serra in termini di quantità di CO2, visto che non tutti contribuiscono in egual misura all’effetto serra), contro i 138 di un’auto elettrica e i 211 di un’auto a combustione.

C’è poi il tema della sicurezza stradale. Nelle città in cui la modal share della bici (ovvero la percentuale di spostamenti con un certo tipo di mezzo di trasporto) è più alta, gli incidenti stradali con lesioni che coinvolgono una persona in bicicletta si abbassano. Questo potrebbe essere spiegato da una certa attenzione da parte di chi guida mezzi a motore verso gli utenti deboli della strada, e a una maggiore abitudine alla loro presenza.

Se parliamo del traffico stradale, il discorso diventa impietoso. Tre delle 10 città europee più congestionate sono italiane, e lo studio mette a confronto la velocità media nelle ore di punta a Milano, Torino e Roma con Rotterdam, Amsterdam e Utrecht: nelle prime tre si viaggia rispettivamente a 18, 20 e 21 km/h, mentre nei Paesi Bassi a 40, 42 e 56 km/h. Il motivo è semplice: se è un’alternativa valida, molte persone utilizzeranno la bicicletta per gli spostamenti quotidiani, e chi è obbligato a spostarsi in automobile avrà una “competizione” molto inferiore per lo spazio stradale.

La bici (muscolare o elettrica che sia) è poi da considerare come un investimento anche sulla salute. Non fare alcun tipo di attività sportiva, alla lunga, può aumentare il rischio di contrarre patologie gravi. Ma oltre a rappresentare un rischio individuale per la propria salute, la mancanza di movimento è fonte anche di impatti economici significativi per la collettività. In Italia, è stato stimato che il costo della sedentarietà è superiore al miliardo di euro solo per il trattamento di queste patologie e che il costo complessivo possa essere superiore a 12 miliardi di euro ogni anno. L’attività fisica permette di ridurre l’incidenza e l’impatto delle malattie e i costi associati alla spesa sanitaria.

 

QUALI SONO LE BARRIERE PRINCIPALI NELL’USO DI UN’EBIKE O UNA ECARGO?

Carica: la bassa autonomia delle batterie e l’elevato investimento per possedere una eCargo sono classificati come fattori che ne limitano l’adozione. L’autonomia delle eCargo attuali permette comunque di percorrere almeno 50km nella maggior parte dei modelli.

Sicurezza: andare in bicicletta accanto ad auto, camion, furgoni o altri veicoli di grandi dimensioni può intimorire un ciclista. Una paura che si può accentuare quando si viaggia con bambini su una eCargo, per esempio.

Infrastrutture: in Italia le reti ciclabili sono purtroppo ancora scadenti, con corsie mal progettate o che finiscono nel nulla. Le infrastrutture di parcheggio e di sviluppo e la cultura della pianificazione urbana è ancora fortemente incentrata sull’auto.

Cultura: nel caso della cargo, parliamo di un veicolo nuovo nel panorama italiano. La maggior parte delle persone non solo non ne ha mai guidata una, ma non ne conosce proprio l’esistenza e ignora i vantaggi in termini economici, ambientali e di salute rispetto a molte alternative di mobilità.

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